Il Paese

Il Marocco non figura più tra i pesi prioritari per la Cooperazione Italiana dal 2012 in ragione dei suoi indici di sviluppo economico e sociale decisamente migliorati negli ultimi anni grazie alle significative misure messe in atto dall'attuale Governo. Il periodo recente è stato contraddistinto da un contesto macro-economico di crescita favorevole che, nel 2015, ha raggiunto il 4,5% (rispetto al 2,7% del 2012), grazie anche alla capacità del Marocco di tutelarsi dagli effetti più incisivi della crisi economica mondiale.

La predisposizione di importanti riforme strutturali in tutti i settori è stata sostenuta da una intensa accelerazione dell'azione legislativa, in particolare tesa alla promozione sociale dei cittadini, al miglioramento dei servizi, alla creazione di impiego e all'aumento del salario minimo (SMIG), unitamente agli effetti della nuova Costituzione più aperta ai diritti umani. È infatti stata introdotta  una politica integrata a favore della donna, all'organizzazione del primo dialogo nazionale con la società civile, volto a sostenere la coesione sociale attraverso uno spazio sempre maggiore dedicato alle culture berbere amazigh. 

Il contributo italiano

La Cooperazione allo Sviluppo ha giocato sin dagli anni ‘60 un ruolo importante nelle relazioni tra Italia e Marocco. Il primo Accordo di Cooperazione Tecnica e Finanziaria tra i due Paesi fu stipulato a Roma nel 1961.

Nel 2007 è stata avviata una riflessione con le Autorità del Regno del Marocco volta all’elaborazione di una strategia organica di interventi di sviluppo che poi nel maggio 2009 fu sancita da accordi firmati a Rabat con il Governo italiano. 

Le iniziative bilaterali concordate in quell’occasione, e attualmente ancora in corso, riguardano l’allacciamento alla rete idrica di scuole e dispensari sanitari (Pager II), il microcredito e la sanità nelle zone rurali.

A completamento del pacchetto di cooperazione bilaterale va segnalato l’Accordo di Conversione del Debito marocchino verso l’Italia firmato nel 2009, per 20 milioni di Euro, attualmente concluso. Nell’aprile 2013 un nuovo Accordo di Conversione, per 15 milioni di Euro, è stato firmato a Rabat per la realizzazione di iniziative di Lotta alla Povertà, Conservazione del Patrimonio Culturale e Componente Sanitaria.